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Aprire un ecommerce: da dove si parte
Aprire un ecommerce significa mettere in piedi un piccolo negozio con tutte le sue parti: chi vende (la posizione fiscale), dove vende (la piattaforma), che cosa vende (il catalogo), come incassa, come spedisce e a quali condizioni. La parte tecnica oggi è la più facile. Quelle che richiedono tempo sono le schede prodotto, le foto, gli accordi con il corriere e le carte.
C'è spazio per chi comincia. Secondo l'ISTAT (Imprese e ICT, anno 2025, pubblicata il 15 dicembre 2025), solo il 14,7% delle imprese con almeno 10 addetti ha venduto online per un valore pari ad almeno l'1% dei ricavi. Il 20,1% ha fatto vendite online di qualunque tipo, generando il 15,7% del fatturato totale. Per le PMI la quota di fatturato online è scesa all'11,7% dei ricavi, dal 14,0% del 2024. Sono dati sulle imprese con 10 addetti o più: le microimprese non sono comprese.
Come aprire un ecommerce: i passi in ordine
- Posizione fiscale. Prima di vendere, chiarisca con il commercialista se deve aprire la partita IVA o se ne ha già una adatta, con quale codice di attività e quale regime. Trova più avanti la risposta sul «senza partita IVA».
- Prodotti e margini. Faccia l'elenco dei prodotti con costo, prezzo, peso e dimensioni della confezione. Il peso decide la spedizione, e la spedizione decide se un prodotto da 8 € conviene venderlo online.
- Piattaforma. Scelga tra piattaforma dedicata, WooCommerce su WordPress, costruttore con e-commerce o marketplace (le differenze sono nella sezione successiva).
- Dominio e pagine di base. Dominio intestato a Lei o alla Sua impresa, home, categorie, schede prodotto, chi siamo, contatti.
- Schede prodotto. Foto proprie su fondo neutro, misure, materiali, tempi di consegna, istruzioni. Una scheda che risponde alle domande riduce i resi.
- Pagamenti. Attivi carte e gli altri metodi che i Suoi clienti usano, e legga le commissioni per transazione.
- Spedizioni e resi. Corriere, costi per zona, soglia per la spedizione gratuita se la vuole offrire, procedura di reso.
- Pagine legali e condizioni di vendita. Condizioni generali, diritto di recesso, privacy, cookie, note legali con la partita IVA nella home page.
- Prova e pubblicazione. Faccia un ordine vero dall'inizio alla fine, dal pagamento alla mail di conferma, prima di aprire al pubblico.
- Farsi trovare. Iscrizione a Google Search Console, profilo dell'attività su Google se ha un punto vendita, e pagine di categoria pensate per le ricerche dei clienti.
Le piattaforme: Shopify, WooCommerce, costruttori, marketplace
Shopify
È una piattaforma nata per vendere: hosting, pagamenti, catalogo e gestione ordini sono in un unico pannello. Nel listino italiano letto il 6 ottobre 2026 il piano Basic costa 24 € al mese con pagamento annuale, 32 € con pagamento mensile. La pagina propone «Prova gratis per 3 giorni, poi 1 €/mese per 3 mesi». Con Shopify Payments le tariffe standard per carte online del piano Basic sono «2,1% + 0,30 €»; se usa un altro sistema di pagamento, il listino indica una commissione di transazione del 2%. Nella pagina non c'è un'indicazione sull'IVA accanto ai prezzi. Il limite: canone e commissioni sono costi fissi anche nei mesi in cui vende poco, e il negozio resta sulla piattaforma.
Veda i piani di ShopifyWooCommerce su WordPress
È un'estensione che trasforma un sito WordPress in un negozio. Il software di base è gratuito; paga hosting, dominio ed eventuali estensioni (spedizioni, fatturazione, pagamenti particolari). Ha molta libertà e il negozio è trasferibile, ma aggiornamenti, sicurezza e copie di sicurezza sono a carico Suo o di chi La segue. Conviene quando ha già un sito WordPress o un catalogo con esigenze particolari.
Costruttori con e-commerce
Wix, Webnode e il builder di Hostinger vendono online solo da un certo piano in su. Dai listini del 6 ottobre 2026: Wix Core a 12,50 € al mese (abbonamento annuale, tasse escluse, con sconto del 50% su 25,00 €), Webnode Standard a 9,90 € al mese (annuale, tasse escluse), Hostinger a 3,99 € al mese pagando 48 mesi in anticipo con rinnovo a 16,99 €. Sono adatti a cataloghi piccoli e a chi vende anche servizi o prenotazioni. Il confronto completo è nella guida su come creare un sito web.
Marketplace
Vendere su un grande marketplace porta visitatori dal primo giorno. In cambio accetta le sue regole, le sue commissioni e la concorrenza diretta di altri venditori sulla stessa pagina; il cliente, poi, resta del marketplace. Secondo l'ISTAT, nel 2025 il 12,9% delle imprese con 10 addetti o più ha venduto via web tramite il proprio sito e l'11,5% tramite intermediari o marketplace: le due strade convivono spesso nella stessa azienda.
Aprire un ecommerce senza partita IVA
È una delle domande più frequenti e la risposta dipende da un elemento: se l'attività è abituale. L'Agenzia delle Entrate scrive: «Deve iscriversi ai fini Iva chi intraprende in Italia: un'attività commerciale o agricola oppure un'attività artistica o professionale in modo abituale». La partita IVA si apre con la dichiarazione di inizio attività «entro 30 giorni dall'inizio dell'attività».
Un negozio online organizzato, con un catalogo, un dominio e vendite ripetute, ha tutte le caratteristiche di un'attività commerciale. Vendere ogni tanto oggetti propri usati è una situazione diversa. Sulle pagine ufficiali che abbiamo letto non c'è una soglia di importo sotto la quale si può vendere senza partita IVA, e diffidi di chi la dà per certa. Prima di aprire il negozio, descriva al Suo commercialista che cosa vuole vendere, con quale frequenza e a chi: è lui che può dirLe se serve la partita IVA e con quale regime.
Codice ATECO: non c'è più un codice per l'e-commerce
Molte guide indicano ancora un codice ATECO «per l'e-commerce». Dal 1° gennaio 2025 è in vigore la classificazione ATECO 2025, usata operativamente dal 1° aprile 2025, e quel codice non esiste più. Nella nota metodologica l'ISTAT spiega che il canale di vendita «non rappresenta più il criterio guida» per distinguere le attività del commercio al dettaglio: si è adottata «una logica basata sulla tipologia di prodotti venduti». E ancora: non sono stati «individuati codici ad hoc per il commercio via Internet». Il codice giusto, quindi, dipende da che cosa vende, e va scelto insieme al commercialista.
Accessibilità e partita IVA sul sito
Il D.Lgs. 82/2022 si applica ai prodotti e servizi immessi sul mercato dal 28 giugno 2025 e tra i servizi elenca i «servizi di commercio elettronico». Un negozio online deve quindi rispettare i requisiti di accessibilità: testi leggibili, immagini con descrizione, moduli usabili da tastiera. Le microimprese che forniscono servizi sono esentate (art. 3): la legge le definisce come imprese con meno di 10 persone e un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro. Anche se rientra nell'esenzione, un negozio accessibile è più facile da usare per tutti.
La partita IVA va indicata nella home page del sito: lo prevede la normativa IVA (art. 35 del DPR 633/1972, che Normattiva indica come abrogato dal D.Lgs. 10/2026, il nuovo Testo unico IVA, con effetto dal 2027) e la Risoluzione 60/2006 dell'Agenzia delle Entrate lo ha chiarito per ogni sito relativo all'attività. Le altre pagine che un negozio deve avere sono descritte nella guida al sito web aziendale.
Quanto costa aprire un ecommerce
Non esiste un prezzo unico, ma le voci sono sempre queste. Alcune hanno listini pubblici, altre dipendono dal lavoro.
- Piattaforma: canone mensile o annuale (vedi i prezzi sopra) oppure hosting, se sceglie WooCommerce.
- Commissioni sui pagamenti: una percentuale più una quota fissa per ogni ordine. Le calcoli sul valore medio del Suo carrello.
- Dominio: spesso gratuito il primo anno con il piano, poi a pagamento.
- Estensioni e app: fatturazione, recensioni, spedizioni, traduzioni. Alcune hanno un canone.
- Spedizioni e imballi: dipendono da peso, volume e accordi con il corriere.
- Commercialista e adempimenti: apertura della posizione, gestione IVA, eventuali obblighi per le vendite in altri Paesi.
- Lavoro: foto, schede prodotto, configurazione, pagine legali. Se lo fa Lei costa tempo; se lo affida, chieda un preventivo diviso per voci.
Per le voci del sito vero e proprio, dalla struttura alla manutenzione, la guida su quanto costa un sito web Le spiega come leggere e confrontare due preventivi. Se preferisce affidare il progetto, la pagina sulla realizzazione di siti web descrive come si lavora e che cosa Le chiederemo di preparare.
Domande frequenti
Quale codice ATECO devo indicare per un e-commerce?
Con ATECO 2025 non esiste più un codice dedicato al commercio via internet: l'ISTAT ha scelto di classificare in base al tipo di prodotto venduto. Il codice va scelto con il commercialista partendo da che cosa vende.
Il mio negozio online deve essere accessibile ai disabili?
Dal 28 giugno 2025 il D.Lgs. 82/2022 chiede requisiti di accessibilità ai servizi di commercio elettronico. Le microimprese che forniscono servizi, cioè meno di 10 persone e fatturato o bilancio annuo non oltre 2 milioni di euro, sono esentate.
Meglio il mio sito o un marketplace?
Il marketplace porta subito visitatori ma decide regole e commissioni, e il cliente resta suo. Il sito proprio richiede più lavoro per farsi trovare, ma clienti e dati restano Suoi. Molti partono dal marketplace e affiancano poi il proprio negozio.
Quanto tempo serve per aprire un ecommerce?
La parte tecnica su una piattaforma pronta richiede pochi giorni. I tempi veri dipendono dalle schede prodotto, dalle foto, dagli accordi con il corriere e dagli adempimenti fiscali da sistemare con il commercialista prima della prima vendita.
Fonti
- ISTAT, Imprese e ICT, anno 2025 (Statistiche report, 15/12/2025), consultato il 6 ottobre 2026
- ISTAT, Nota metodologica ATECO 2025, consultato il 6 ottobre 2026
- Agenzia delle Entrate, Iva: iscrizione e apertura della partita Iva, consultato il 6 ottobre 2026
- Normattiva, D.Lgs. 27 maggio 2022, n. 82 (accessibilità di prodotti e servizi), consultato il 6 ottobre 2026
- Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 60 del 16/05/2006 (partita IVA nel sito web), consultato il 6 ottobre 2026
- Shopify, Prezzi (listino Italia), consultato il 6 ottobre 2026
