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Sito web aziendale: struttura, sezioni e obblighi di legge

Un sito web aziendale deve dire chi è l'impresa, che cosa offre e come contattarla, e rispettare quattro obblighi: partita IVA in home page, informativa privacy, regole sui cookie e, per chi vende online oltre le soglie della microimpresa, l'accessibilità.

Aggiornato il da Aigen Digital Marketing

Giovane falegname al lavoro nel suo laboratorio

Che cosa deve fare un sito web aziendale

Un sito web aziendale ha tre compiti: far capire in pochi secondi che cosa fa l'impresa, dare abbastanza informazioni per convincere il cliente a scrivere o chiamare, e farlo nel rispetto delle regole. Le prime due cose riguardano la struttura e i testi. La terza riguarda alcuni obblighi precisi, fiscali e di privacy, che valgono anche per il sito più semplice.

In questa guida trova la struttura tipica, alcuni esempi di sezioni per settori diversi, gli obblighi con le fonti ufficiali e una lista di controllo da usare prima della pubblicazione.

La struttura di un sito web aziendale

La struttura parte da una domanda: che cosa cerca chi arriva sul sito? Di solito vuole sapere se l'impresa fa quello che gli serve, se lavora nella sua zona, quanto è affidabile e come contattarla. Le sezioni rispondono a queste domande, in quest'ordine.

  • Home: attività e zona in una riga, i servizi principali, un invito a contattare, i dati dell'impresa nel piè di pagina.
  • Servizi o prodotti: una pagina per ciascuno, con descrizione, a chi serve, come si svolge il lavoro.
  • Chi siamo: storia, persone, sede, certificazioni reali se ci sono.
  • Lavori o progetti: foto e brevi descrizioni di lavori fatti, con il permesso dei clienti.
  • Contatti e sede: telefono, email, modulo, indirizzo, orari, mappa.
  • Note legali: dati societari, informativa privacy, informativa cookie.

Se l'azienda ha poche pagine e non vende online, questa struttura coincide con quella di un sito vetrina.

Esempi di sezioni per settore

La base è la stessa, poi ogni settore aggiunge ciò che il suo cliente chiede.

  • Impresa edile o impiantistica: pagine per tipo di intervento, zona servita, galleria dei cantieri, richiesta di sopralluogo.
  • Studio professionale: aree di attività, profilo dei professionisti, modalità di appuntamento, documenti da portare.
  • Azienda di produzione: schede prodotto scaricabili, settori serviti, richiesta di campionatura o di listino per rivenditori.
  • Ristorazione e ospitalità: menu o camere aggiornati, prenotazione, come arrivare, foto degli ambienti.

Per stimare il costo di queste pagine, la guida su quanto costa un sito web divide il prezzo nelle sue voci e spiega come confrontare due preventivi.

Obbligo 1: la partita IVA nella home page

Chi ha la partita IVA e un sito relativo alla propria attività deve indicarla nella home page. Lo prevedono la normativa IVA (art. 35 del DPR 633/1972, che Normattiva indica come abrogato dal D.Lgs. 10/2026, il nuovo Testo unico IVA, con effetto dal 2027) e la Risoluzione 60/2006 dell'Agenzia delle Entrate.

La Risoluzione chiarisce che l'obbligo vale «per tutti i soggetti passivi Iva, a prescindere dalle concrete modalità di esercizio dell'attività», anche quando il sito è usato solo a scopo pubblicitario. Il modo più semplice è inserire nel piè di pagina ragione sociale, sede e partita IVA, così compaiono in ogni pagina.

Obbligo 2: informativa privacy

Se il sito raccoglie dati personali, per esempio con un modulo di contatto, una newsletter o una prenotazione, il Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) chiede di informare l'utente: chi tratta i dati, per quale scopo, per quanto tempo, a chi li comunica e quali diritti ha. L'informativa va scritta sul trattamento reale. Un testo copiato da un altro sito descrive i trattamenti di qualcun altro, e quindi non informa nessuno.

Le regole italiane sono nelle linee guida del Garante per la protezione dei dati personali del 10 giugno 2021. I punti che riguardano un sito aziendale sono quattro.

  • I cookie tecnici richiedono solo l'informativa, senza consenso. Anche alcuni strumenti di statistica possono essere trattati come tecnici, se rispettano condizioni precise come l'anonimizzazione e l'uso solo di dati aggregati.
  • Gli altri cookie richiedono il consenso preventivo: profilazione, pubblicità, molti strumenti di terze parti. Finché l'utente non sceglie, il sito non deve installarli.
  • Lo scroll non è consenso. Il Garante scrive che il semplice «scroll down» è «inadatto in sé» a raccogliere un consenso valido.
  • Si deve poter rifiutare in modo semplice, anche chiudendo il banner con la X: in quel caso restano attivi solo i cookie tecnici. Il banner non va riproposto all'utente che ha già scelto per almeno sei mesi, salvo eccezioni previste.

Prima di installare un banner, faccia l'elenco degli strumenti che il sito usa davvero: mappe, video incorporati, statistiche, pixel pubblicitari. Il banner dipende da quell'elenco.

Obbligo 4: accessibilità, se vende online

Il D.Lgs. 82/2022, che recepisce l'Atto europeo sull'accessibilità, si applica ai prodotti e servizi immessi sul mercato dal 28 giugno 2025. Tra i servizi coperti ci sono i «servizi di commercio elettronico». Un sito che vende online deve quindi rispettare i requisiti di accessibilità: testi leggibili, navigazione da tastiera, immagini descritte, moduli comprensibili.

Le microimprese che forniscono servizi sono esentate. Il decreto le definisce come imprese che occupano meno di 10 persone e hanno un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro. Un sito vetrina senza vendita online non rientra tra i servizi elencati. Rendere il sito leggibile da tutti resta comunque una buona idea, perché aiuta anche chi lo usa dal telefono sotto il sole.

I dati di contatto

Telefono, email e indirizzo devono essere facili da trovare, possibilmente in ogni pagina. Sul telefono il numero deve avviare la chiamata con un tocco. Se usa un modulo, verifichi che i messaggi arrivino davvero e a chi deve rispondere: un modulo che finisce in una casella che nessuno legge è peggio di nessun modulo. Indichi anche gli orari e, se cambiano d'estate o durante le feste, li aggiorni.

Testi e foto: che cosa preparare prima di iniziare

Il materiale che Lei porta al primo incontro decide gran parte della qualità del sito e dei tempi di consegna. Prepari un elenco dei servizi con due o tre righe ciascuno, scritte come le direbbe a un cliente al banco. Aggiunga le domande che i clienti Le fanno più spesso: diventano testi delle pagine o una sezione di domande frequenti.

Per le foto, quelle vere battono quasi sempre quelle di archivio. Bastano immagini nitide della sede, delle persone al lavoro e di qualche lavoro finito, scattate con buona luce. Se usa foto di archivio, verifichi che la licenza permetta l'uso commerciale. Raccolga anche il logo nel formato originale, i dati societari esatti come compaiono in visura e gli eventuali marchi o certificazioni che può mostrare.

Infine, decida chi in azienda risponderà alle richieste che arrivano dal sito e in quanto tempo. Un sito che porta contatti a cui nessuno risponde costa senza rendere.

Lista di controllo prima di pubblicare

Il sito web aziendale è pronto se…

  • la partita IVA e la ragione sociale sono in home page (meglio nel piè di pagina di tutte le pagine);
  • ogni servizio importante ha una pagina propria con un titolo chiaro;
  • telefono, email e indirizzo sono visibili e il numero è cliccabile sul telefono;
  • il modulo di contatto funziona ed è collegato all'informativa privacy;
  • l'informativa privacy descrive i trattamenti reali del sito;
  • l'elenco dei cookie e degli strumenti di terze parti è stato fatto;
  • il banner blocca i cookie non tecnici fino alla scelta e si chiude con la X rifiutando;
  • se vende online e supera le soglie della microimpresa, sono stati verificati i requisiti di accessibilità;
  • dominio, hosting e accesso al pannello sono intestati all'impresa;
  • è stabilito chi aggiorna il sito e i plugin dopo la pubblicazione.

L'ultimo punto è quello che più spesso resta in sospeso. Un sito aziendale non aggiornato diventa vulnerabile e mostra orari e servizi vecchi. In manutenzione del sito web trova che cosa comprende un servizio di aggiornamento continuo.

Se vuole affidare il progetto, la pagina sulla realizzazione di siti web spiega come lavora Aigen Digital Marketing, agenzia con sede a León, in Spagna, che realizza siti per piccole imprese. Questa guida dà informazioni generali e non sostituisce il parere del Suo commercialista o di un legale.

Domande frequenti

Il cookie banner è obbligatorio?

Serve se il sito usa cookie o strumenti di tracciamento diversi da quelli tecnici, per esempio pubblicità o profilazione. Se usa solo cookie tecnici basta l'informativa, secondo le linee guida del Garante del 10 giugno 2021.

Dove va messa la partita IVA sul sito aziendale?

Nella home page. In pratica si mette nel piè di pagina, che compare in tutte le pagine, home compresa, insieme alla ragione sociale.

La mia piccola impresa deve rendere accessibile il negozio online?

Il D.Lgs. 82/2022 esenta le microimprese che forniscono servizi: meno di 10 persone e fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a 2 milioni di euro. Sopra queste soglie, i servizi di commercio elettronico devono rispettare i requisiti di accessibilità.

Scorrere la pagina vale come consenso ai cookie?

No. Il Garante scrive che il semplice scroll è «inadatto in sé» a raccogliere un consenso valido ai cookie di profilazione.

Fonti