Sito vetrina: cos'è
Un sito vetrina è un sito che presenta un'attività come farebbe la vetrina di un negozio: mostra chi è, che cosa fa, dove si trova e come si contatta. Non vende online e non ha un'area clienti. Il suo compito è far arrivare una telefonata, un messaggio o una visita.
Per molte piccole attività è la scelta giusta. Un panificio, un idraulico, uno studio di commercialisti o un B&B in collina lavorano con clienti che prima cercano, poi confrontano e alla fine chiamano. A loro serve un sito chiaro, veloce sul telefono e facile da trovare su Google.
Le pagine che servono a un sito vetrina
Le pagine sono poche, e ognuna deve rispondere a una domanda che il cliente si fa davvero.
- Home: in due righe che cosa fa e dove, con un pulsante per chiamare o scrivere. In fondo, la ragione sociale e la partita IVA.
- Servizi: meglio una pagina per ogni servizio importante che un elenco unico. Chi cerca «sostituzione caldaia» deve trovare una pagina che parla di caldaie.
- Chi siamo: la storia dell'attività, le persone, le foto vere del laboratorio o dello studio.
- Contatti: telefono, email, modulo, orari. Il numero va reso cliccabile sul telefono.
- Dove siamo: indirizzo, mappa, parcheggio, come arrivare. Può stare nella pagina contatti se l'attività ha una sola sede.
- Note legali: informativa privacy, informativa cookie e dati dell'impresa.
Un ristorante aggiungerà il menu, un B&B le camere, uno studio dentistico le prestazioni. La struttura di base resta questa.
Che cosa un sito vetrina non fa
Un sito vetrina non incassa. Non ha carrello, pagamenti, gestione del magazzino né spedizioni. Può avere un modulo per chiedere un preventivo o una prenotazione, ma il contratto e il pagamento avvengono fuori dal sito, al telefono, in sede o con una fattura.
Non ha neanche bisogno di aggiornamenti quotidiani. Basta che orari, servizi e foto siano veri. Un sito con gli orari dell'anno scorso fa più danni di uno con meno pagine.
Quando basta e quando conviene un e-commerce
La domanda da farsi è semplice: il cliente compra senza parlarLe? Se la risposta è no, perché deve vedere il lavoro, fissare un appuntamento o chiedere un sopralluogo, la vetrina basta. Se invece vende prodotti che il cliente può scegliere e pagare da solo, come conserve, vino o ricambi, allora vale la pena valutare un negozio online.
I numeri dicono che il sito di presentazione è molto più diffuso della vendita online. Secondo l'ISTAT, rilevazione Imprese e ICT 2025 pubblicata il 15 dicembre 2025, il 76,5% delle imprese con almeno 10 addetti ha un sito web. Solo il 14,7% ha fatto vendite online pari ad almeno l'1% dei ricavi. Tenga presente che questi dati riguardano le imprese con 10 o più addetti: le microimprese, cioè la maggior parte delle attività artigiane e dei piccoli negozi, non sono nella rilevazione.
Aprire un negozio online vuol dire catalogo, foto di ogni prodotto, spedizioni, resi, condizioni di vendita e assistenza. È un progetto diverso, che spieghiamo nella guida su come aprire un e-commerce.
Quanto costa un sito vetrina
Un sito vetrina ha le stesse voci di costo di qualunque sito: dominio, hosting, tema o costruttore, ore di lavoro, manutenzione e testi legali. Quello che lo rende più economico è il numero di pagine e la semplicità delle funzioni, perché non ci sono pagamenti né catalogo.
Dominio e hosting hanno listini pubblici, e li abbiamo raccolti con la data di consultazione nella guida su quanto costa un sito web. Per il lavoro non esiste un prezzo di riferimento valido per tutti: dipende da chi scrive i testi, da quante pagine di servizio servono e da chi fa le foto. Chieda un preventivo diviso per voci e lo confronti con la lista di controllo che trova in quella guida.
Sito vetrina con WordPress o con un costruttore
Le due strade più usate sono WordPress, installato su un hosting, e i costruttori online, dove si paga un canone e si compone il sito da un pannello.
WordPress è gratuito come software e si installa su quasi tutti gli hosting. Il sito è Suo: può spostarlo da un fornitore all'altro, cambiare grafica, aggiungere in futuro un negozio. In cambio va aggiornato con regolarità, perché programma, tema e plugin ricevono correzioni di sicurezza. Se non vuole occuparsene, serve un contratto di manutenzione.
Un costruttore comprende hosting, aggiornamenti e assistenza nel canone. È comodo per chi vuole fare da sé e ha poche pagine; diversi costruttori propongono anche una prima bozza generata con l'intelligenza artificiale, con i limiti che spieghiamo nella guida su come creare un sito web con l'AI. Il limite è che il sito resta legato alla piattaforma: se un giorno vuole cambiare, di solito deve rifarlo.
Per un sito vetrina che deve durare anni e crescere con l'attività, WordPress è la scelta più flessibile. Per partire in fretta con quattro pagine, un costruttore può bastare. In entrambi i casi conta più il contenuto della piattaforma.
Una domanda utile da fare a chi Le propone l'una o l'altra strada: se tra tre anni volessi cambiare fornitore, che cosa mi porto via? Con WordPress la risposta è tutto, file e database compresi. Con un costruttore di solito restano i testi e le immagini, da rimontare altrove. Sapere la risposta prima evita sorprese dopo.
La partita IVA in home page e gli altri obblighi
Anche un sito di sola presentazione deve rispettare alcune regole. La normativa IVA (art. 35 del DPR 633/1972, che Normattiva indica come abrogato dal D.Lgs. 10/2026, il nuovo Testo unico IVA, con effetto dal 2027) e la Risoluzione 60/2006 dell'Agenzia delle Entrate chiedono di indicare la partita IVA nella home page. La Risoluzione è chiara proprio sul caso della vetrina: l'obbligo vale anche quando il sito è usato «solamente per scopi pubblicitari».
Serve poi l'informativa privacy, se il sito raccoglie dati con un modulo, e la gestione dei cookie secondo le linee guida del Garante del 10 giugno 2021: i cookie tecnici richiedono solo l'informativa, gli altri il consenso. Trova tutto, con una lista di controllo, nella guida al sito web aziendale.
Gli errori più frequenti nei siti vetrina
Molti siti vetrina restano fermi per anni senza portare una telefonata. I motivi si ripetono, e si correggono quasi sempre senza rifare il sito.
- Una sola pagina «Servizi» con un elenco puntato. Google e il cliente faticano a capire che cosa fa davvero l'attività. Ogni servizio importante merita una pagina con una descrizione, le domande tipiche e un invito a contattare.
- Il numero di telefono solo in un'immagine. Dal telefono non si può toccare per chiamare, e Google non lo legge.
- Foto di archivio ovunque. Il cliente se ne accorge e il sito sembra uguale a cento altri. Meglio poche foto vere.
- Nessuna indicazione della zona. Se lavora a Bergamo e provincia, lo scriva anche nelle pagine dei servizi, oltre che nell'indirizzo.
- Orari e prezzi vecchi. Un'informazione sbagliata fa perdere fiducia più di una mancante.
- Il dominio a nome del vecchio fornitore. Quando vuole cambiare, scopre di non poterlo fare senza di lui.
Come ottenere un sito vetrina che porta contatti
- Scriva l'elenco dei servizi come li chiamano i clienti, non come li chiama Lei.
- Raccolga foto vere: il locale, il laboratorio, le persone, i lavori finiti.
- Decida dove vuole ricevere le richieste: telefono, WhatsApp, email o modulo.
- Chieda due o tre preventivi divisi per voci e verifichi che il dominio sia intestato a Lei.
- Dopo la pubblicazione colleghi il sito a Google Search Console e controlli dopo qualche settimana quali ricerche portano visite.
Se preferisce affidare il lavoro, nella pagina sulla realizzazione di siti web trova che cosa comprende il servizio di Aigen Digital Marketing, agenzia con sede a León, in Spagna, che realizza siti per piccole imprese, e che cosa non promette.
Domande frequenti
Sito vetrina, cos'è in due parole?
È un sito di presentazione: racconta chi è l'attività, che cosa offre e come contattarla. Non ha carrello né pagamenti online.
Quante pagine deve avere un sito vetrina?
Di solito tra cinque e dieci: home, servizi (anche una pagina per servizio), chi siamo, contatti, dove siamo e note legali. Conta più che ogni pagina risponda a una domanda precisa del cliente.
Un sito vetrina può comparire su Google?
Sì, se ogni pagina ha un titolo chiaro, testi che usano le parole dei clienti e il sito è collegato a Google Search Console. Per le ricerche di zona aiuta molto anche il Profilo dell'attività su Google.
Posso trasformare più avanti il sito vetrina in un negozio online?
Con WordPress si può aggiungere un modulo di vendita, con alcuni costruttori si cambia piano. In entrambi i casi il lavoro di catalogo, spedizioni e condizioni di vendita è nuovo e va preventivato a parte.
Fonti
- ISTAT, Imprese e ICT, anno 2025 (pubblicato il 15 dicembre 2025), consultato il 6 ottobre 2026
- ISTAT, Tavole Imprese e ICT 2025, consultato il 6 ottobre 2026
- Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 60 del 16 maggio 2006, consultato il 6 ottobre 2026
- Garante Privacy, Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento, 10 giugno 2021, consultato il 6 ottobre 2026
